Nuove sanzioni europee contro la Russia potrebbero ampliare in modo significativo il perimetro delle misure adottate dall’Unione europea in risposta all’invasione dell’Ucraina. Il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) ha presentato agli ambasciatori degli Stati membri una proposta che comprende 1.576 persone ed entità legate al complesso militare-industriale russo.
La proposta è stata illustrata durante una riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper), l’organismo che riunisce gli ambasciatori dei Paesi membri presso l’Unione europea e che svolge un ruolo centrale nella preparazione delle decisioni del Consiglio.
Il nuovo pacchetto punta in particolare contro soggetti collegati all’industria della difesa russa e contro persone ed entità accusate di sostenere la guerra di aggressione contro l’Ucraina. L’obiettivo è quindi colpire ulteriormente la rete industriale e finanziaria che contribuisce alle capacità militari di Mosca.
Secondo la proposta presentata agli Stati membri, l’elenco rappresenterebbe il più ampio ampliamento del regime di sanzioni dell’Unione per le violazioni dell’integrità territoriale dell’Ucraina dall’introduzione del sistema nel 2014. Il regime sanzionatorio europeo nei confronti della Russia è stato infatti avviato dopo l’annessione illegale della Crimea e l’instabilità nell’Ucraina orientale.
Con l’invasione su larga scala del febbraio 2022, Bruxelles ha progressivamente esteso le misure a settori strategici dell’economia russa, istituzioni finanziarie, imprese, esponenti politici e apparati legati alla difesa.
Il nuovo elenco si inserisce dunque in un sistema di sanzioni già particolarmente ampio, che l’Unione ha continuato ad aggiornare per ridurre la capacità della Russia di finanziare e sostenere lo sforzo bellico, e include soggetti già formalmente sanzionati da Bruxelles. Tra questi, recentemente aveva fatto discutere l’oligarca Alisher Usmanov, di cui Francia e Slovacchia avevano chiesto la rimozione dalla lista.
La proposta non è ancora definitiva. Il testo dovrà essere sottoposto a un esame tecnico da parte di un gruppo di lavoro del Consiglio dell’Unione europea. In questa fase gli Stati membri potranno analizzare nel dettaglio le singole designazioni e gli aspetti giuridici del pacchetto.
Una volta concluso il lavoro tecnico, la proposta tornerà al Coreper per il passaggio successivo verso l’approvazione da parte degli Stati membri. Le nuove misure dovranno quindi superare l’iter istituzionale previsto dal regime sanzionatorio europeo, con voto all’unanimità, prima di entrare formalmente in vigore.

